IO MI ASCOLTO - Riabilitazione pavimento pelvico

Impariamo a riconoscere il corretto funzionamento dell’apparato femminile per combattere disagi/disturbi e disfunzioni per migliorare la qualita’ della vita con coscienza - A cura di Dr. Sabrina Allegra
 
RIABILITAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO
 COS’E’ IL PERINEO?

  •  Il pavimento pelvico o perineo è formato da un insieme di muscoli che si intrecciano fra loro e chiudono verso il basso il bacino; abbracciano l'apparato urinario (uretra, vescica) e vaginale (nella donna) formando il pavimento anteriore, fino a coinvolgere l'apparato ano-rettale (ano, retto) costituendo il pavimento posteriore.
  •   Il perineo è un organo dinamico: sollecitato continuamente dal peso del nostro corpo, è soprattutto impegnato nel contrastare gli aumenti di pressioni intra-addominali dettati dagli incrementi di carichi (sollevare le borse della spesa, prendere in braccio il bambino, tossire, starnutire,ecc.), da condizioni croniche (stitichezza), dall'evento parto.
  •  Il pavimento pelvico è anche l’organo di raccolta del nostro vissuto emozionale, è per questo motivo che spesso è necessario indagare non solo i segni e sintomi realmente visibili ma anche le cicatrici che ogni corpo cela.

IN  COSA CONSISTELA RIBILIATAZIONE?

  •  La riabilitazione prevede un percorso personalizzato che il terapeuta stabilisce con la paziente durante il loro primo incontro.
  •  Un ciclo di trattamento riabilitativo varia in genere da 10 a 15 sedute in relazione al problema da trattare e alla risposta del paziente, soprattutto nella fase di presa di coscienza dell'area perineale. La cadenza delle sedute è almeno bisettimanale con durata di un'ora ciascuna.
  •  Il successo della terapia è legato a diversi fattori. In primis all'impegno e alla collaborazione del paziente nell'eseguire la terapia, soprattutto quella domiciliare, di grande supporto durante il trattamento e fondamentale nel mantenere il risultato ottenuto al termine del ciclo terapeutico.
  •  Altro elemento importante è il terapeuta, il quale deve farsi carico del paziente in toto cercando di impostare un programma terapeutico il più adeguato possibile. Questo programma deve prevedere non soltanto le varie tecniche combinate tra loro, ma un orientamento alla persona, senza dimenticare che non di rado dietro alla disfunzione si celano bisogni che appartengono alla sfera emotiva e psichica.
  •  Questa è la differenza fra un terapeuta e un altro e che dà successo alla terapia: la passione per l'umano.

 

 
STATO ATTUALE DEL PROBLEMA
7 donne su 10 riescono poi a risolvere il “problema” attraverso una strategia di riabilitazione dei muscoli del pavimento pelvico
 
COME UTILIZZARE GLI ESERCIZI PERINEALI PRIMA E DOPO LA GRAVIDANZA

  •  Massaggio perineale
  •  Esercizi di preparazione del perineo al parto
  •  Esercizi post parto
  •  Trattamento della cicatrice episiotomica

PROBLEMATICHE PIU DIFFUSE

  •  Difficoltà o incapacità ad interrompere il mitto (getto urinario)
  •  Perdita di urina sotto sforzo (tosse, starnuto, sollevamento di pesi)
  •  Insoddisfazione sessuale – Dispareunia
  •  Sensazione di pesantezza pelvica
  •  Difficoltà a ritenere un assorbente interno
  •  Fuoriuscita di acqua dalla vagina dopo un bagno
  •  Rumori di aria dalla vagina (durante esercizi ginnici)
  •  Difficoltà a trattenere gas intestinali e/o feci
  •  Emorroidi
  •  Stitichezza

MANIFESTAZIONI IN SEGUITO A DANNO PERINEALE

  •  Incontinenza Urinaria
  •  Vescica Iperattiva
  •  Prolasso Genitale
  •  Incontinenza fecale
  •  Dispareunia
  •  Sindromi dolorose perineali
  •  Vulvodinia
  •  Beanza vulvare
  •  Ipercontrattilità perineale

INCONTINENZA

INCONTINENZA URINARIA

  •  Da studi epidemiologici è emerso che l’incontinenza urinaria è una patologia estremamente diffusa, che peggiora significativamente la qualità di vita, ma che comunque resta nascosta, dal momento che oltre la metà delle donne che ne sono affette non fa ricorso allo specialista urologo.
    L’incontinenza urinaria femminile è legata sia alla lassità della parete anteriore vaginale suburetrale, che alla debolezza delle strutture di supporto della vagina stessa

INCONTINENZA DA URGENZA

  •  La urge incontinence (incontinenza “da urgenza”) presente nell’11-15% delle donne, è legata all’instabilità detrusoriale ed ad una scarsa compliance vescicale, ed è spesso concomitante una patologia infiammatoria (cistite acuta). Tale forma di incontinenza urinaria può verificarsi in donne ansiose e con tensione nervosa, anche in assenza di infezione urinaria, ed infine può essere sintomo di una vescica neurologica. La paziente avverte un urgenza impellente di urinare con perdita involontaria di urina ancor prima di raggiungere la toilette, spesso aumenta la frequenza minzionale sia diurna e che notturna con necessità di urinare più di 8 volte al giorno.

 
INCONTINENZA DA STRESS-SFORZO

  •  Se la causa è l’incompetenza sfinterica, abbiamo la cosiddetta stress incontinence (incontinenza “da sforzo”), presente nel 55-60% dei casi, in questi casi la paziente perde urina in seguito a sforzi fisici come colpi di tosse, risate violente, starnuti, sollevamento pesi, esercizi fisici, etc.; di solito la perdita di urina si verifica in stazione eretta.
    La stress incontinence, può essere associata a ipermobilità uretrale o essere dovuta ad un deficit sfinterico intrinseco ed è più frequente nelle donne pluripare, che hanno una lassità ed una debolezza del sostegno muscolare uretrale e del collo vescicale con conseguente abbassamento e prolasso della base vescicale

 
INCONTINENZA MISTA

  •  Per quanto riguarda le forme miste (20-25% dei casi), nella stessa paziente si associano i sintomi dell’ incontinenza da urgenza e dell’ incontinenza da sforzo, in questi casi è necessaria una terapia medica e chirurgica.

 

 
VESCICA IPERATTIVA

 

  •  La vescica iperattiva è un problema che riguarda la funzione della vescica e che provoca un bisogno improvviso di urinare. L'impulso può essere difficile da reprimere e la vescica iperattiva può condurre alla perdita involontaria di urina (incontinenza). I possibili fattori di rischio associati con la vescica iperattiva sono l'età, la menopausa, l'obesità, altri sintomi urinari, le alterazioni funzionali e o della sfera cognitiva, i rischi occupazionali, altri fattori
  •  I sintomi di vescica iperattiva sono:
  •  Sentire un forte bisogno di urinare
  •  La perdita involontaria di urina immediatamente dopo un bisogno urgente di urinare
  •  Urinare frequentemente, di solito 8 o più volte in 24 ore
  •  Svegliarsi due o più volte nella notte per urinare (nicturia)
  •  La vescica iperattiva riguarda in Italia oltre 3 milioni di persone, il 60% donne di età compresa tra i 35 e i 75 anni.

PROLASSO GENITALE

  •  Consiste nella discesa verso il basso e talvolta fuori dall’introito vulvovaginale di una o più strutture pelviche. Infatti può interessare la vescica (cistocele), il retto (rettocele),l’utero in combinazioni e livelli di gravità differenti.

 
INCONTINENZA FECALE

  •  E’ la perdita involontaria di feci, l’atto della defecazione che avviene senza controllo. Capita che a volte i muscoli o i nervi che controllano i movimenti degli sfinteri siano danneggiati e non funzionino bene. Se ciò riguarda lo sfintere anale, cioè l’anello muscolare attorno al canale dell’ano, si può verificare l’incontinenza fecale. In alcune persone i sintomi sono più lievi, si limitano a piccole macchie sulla biancheria intima, mentre altre sono costrette a precipitarsi in bagno.

FATTORI DI RISCHIO

  •  prima gravidanza, 
  •  elevato peso del neonato (superiore ai 4 chili), 
  •  nuca rivolta verso la colonna vertebrale della madre (posizione occipito-posteriore), 
  •  uso di ventose o forcipe.

DISPAREUNIA

  •  è un dolore che la donna avverte nell'area della vagina o della pelvi durante un rapporto sessuale.
  •  La dispareunia e' una sindrome tra le piu' complesse perche' mette in primo piano il significato del piacere e del dolore e per questo richiede una consultazione piu' laboriosa per comprendere quale orientamento terapeutico puo' essere più adeguato.

SINDROME DOLOROSA PELVICA

  •  La Sindrome del Dolore pelvico cronico è caratterizzata dalla presenza di dolore nella zona della pelvi presente da almeno 6 mesi o più.
  •  Questa sindrome è solitamente una condizione altamente invalidante per la persona che ne è afflitta e spesso, oltre alla sofferenza determinata dal dolore stesso, causa cambiamenti negativi nella vita del paziente: depressione, ansia, disfunzioni sessuali, limitazioni nella vita sociale e familiare, limitazioni nell’attività fisica, frustrazione, ecc.

VULVODINIA

  •  La vulvodinia è un dolore cronico nella zona che circonda la vulva (la parte più esterna dei genitali, dove ha sbocco la vagina), senza nessuna causa apparente. Il dolore, il bruciore o l’irritazione connessi alla malattia possono essere talmente fastidiosi da non permettere di rimanere sedute o di avere rapporti sessuali; i sintomi possono persistere per mesi o addirittura per anni

IN COSA CONSISTONO LE SEDUTE RIABILITATIVE

  •   In primo luogo, il trattamento riabilitativo, deve prevedere una prima visita con il terapeuta, il quale deve innanzitutto informare il paziente, circa l'area da trattare e le varie possibilità di approccio terapeutico.
  •   Un buon terapeuta è in grado di ascoltare il paziente, perché sa che l'ascolto porta a comprendere meglio la persona che si ha di fronte, migliorando così il successo della terapia.

TECNICHE RIABILITATIVE

  •  CHINESITERAPIA PELVI-PERINEALE
  •  BIOFEEDBACK TERAPIA
  •  STIMOLAZIONE ELETTRICA FUNZIONALE
  •  STIMOLAZIONE DEL NERVO TIBIALE

Chinesiterapia pelvi-perineale:

  •  Consiste nell’esecuzione di esercizi di contrazione e rilassamento dei muscoli del pavimento pelvico, al fine di facilitare la presa di coscienza e di rinforzare il sistema di sostegno degli organi pelvici.

BIOFEEDBACK

 

  •  Consiste nell’impiego di un’apparecchiatura in grado di registrare una contrazione o un rilassamento muscolare che potrebbero non essere percepiti.
  •  Il segnale viene trasformato in segnale visivo, permettendo al/alla paziente di verificare le contrazioni o il rilassamento e di imparare a compierli in modo corretto.

Elettrostimolazione funzionale:

  •  E’ indicata nei casi in cui i muscoli perineali non riescono ad essere contratti volontariamente ed in modo adeguato.
  •  PC TEST<3

Stimolazione del nervo Tibiale
La stimolazione del nervo tibiale posteriore è una forma alternativa di stimolazione elettrica funzionale (SEF).
Lo scopo di questa stimolazione è quello di neuromodulare il nervo pudendo, attraverso una stimolazione retrograda (nervo tibiale posteriore-nervo sciatico-nervo pudendo), al fine di ottenere un azione positiva sulla sintomatologia vescicale.
La stimolazione elettrica del tibiale posteriore potrà essere effettuata utilizzando elettrodi transcutanei o percutanei.
Questo tipo di stimolazione viene utilizzato in caso di :

  •  Ipocontrattilità detrusoriale e quindi nelle ritenzioni urinarie
  •  Iperattività detrusoriale con  o senza IU associata
  •  Sindromi dolorose pelviche
  •  Tale terapia rappresenta quindi una valida alternativa in tutte quelle disfunzioni vescicali anche su base neurologica che per la severità e la complessità dei sintomi rappresentano spesso un problema clinico di difficile risoluzione, e poiché non presenta effetti collaterali né controindicazioni è attuabile anche in età pediatrica.
Ambulatorio: